John Wayne Gacy

-Per questa Personalità Buffa in particolare vi è una premessa importante da fare che è la stessa già fatta con Gilles de Rais. Fondamentalmente Gacy è stata una di quelle storie scritte ormai ben cinque anni fa e mi rendo conto da me che non è invecchiata benissimo, ma la completezza a volte è tutto. Specie per il mio disturbo ossessivo compulsivo.

L’uomo che andrò a descrivere quest’oggi è uno dei principali motivi per cui esistono le persone clownofobiche nel mondo, una parte delle ragioni per cui Stephen King è diventato famoso con IT e perché mai Satana abbia deciso di scegliere per la sua catena di ristoranti proprio un pagliaccio.

“Succede solo da McDonalds!”

Dopo un’infanzia segnata da molestie sessuali e da un padre che aveva più stima della carta da culo usata che di lui, il buon John si sposa con la figlia del direttore di un Kentucky Fried Chicken ma poco tempo dopo scopre la predilezione per l’altra metà del cielo. Quella dotata di pene.

Dato che avere pulsioni sessuali represse, si sa, fa bene all’equilibrio personale, John CONVINCE IL FIGLIO QUINDICENNE DI UN AMICO AD ANDARE A CASA SUA, UBRIACARSI E SCOPARSI SUA MOGLIE MENTRE LUI GLI FA UN SOFFOCOTTO.

Tenendo conto che Gacy NON E’ un prete cristiano la giuria trova facile condannarlo a dieci anni di carcere, la moglie -che proprio santa non era- opta per il divorzio e per concludere in bellezza perde il lavoro. Qui la giustizia americana si dimostra una volta tanto clemente e concede al nostro protagonista la libertà sulla parola dopo appena un anno di reclusione in cui si è dimostrato un detenuto modello -non fate battute scontate sul fatto che il ‘modello’ in questo frangente è che fosse un omosessuale represso in carcere, sono troppo facili-.

Nei due anni successivi ci sono un altro paio di denuncie per violenze su minore (in una utilizza la mai troppo abusata tecnica de “Sono un poliziotto, non ti faccio vedere il distintivo ma qui c’è un bel cazzo da succhiare!”) ma vengono tutte ritirate un po’ perché i testimoni spariscono e un po’ perché vengono ben pagati per farlo.

Nel 1972 apre un’impresa di costruzioni, diventa attivo nel partito democratico di Chicago e nel tempo libero fa il clown nelle feste per bambini e negli ospedali creando Pogo il Clown, che diventa il suo alter ego da lì in avanti per il suo hobby principale: scopare e uccidere ragazzini.

PER NULLA inquietante.

Ammazza il primo dopo averlo prelevato alla fermata del famoso bus Greyhound statunitense, ma è una storia buffa in cui John si sveglia dopo una notte di sesso consenziente (almeno così racconterà in seguito) e trova il quindicenne sulla porta nudo e con un coltello in mano, il nostro Pogo pensa di essere in pericolo e ne scatta una colluttazione che vede uscire sconfitto il ragazzo.
Successivamente entrando in cucina scoprirà che in realtà aveva quel coltello in mano perché aveva appena finito di preparare una colazione romantica. Questo sovrebbe farci capire che NON E’ VERO CHE FARE COLAZIONE FA BENE!

A Gacy questo primo omicidio fa capire anche un altra cosa: UCCIDERE QUALCUNO GLI FA RAGGIUNGERE VETTE ALTISSIME D’ORGASMO.

Non conosceva Gigi.

Da lì in avanti ha inizio una sequela di omicidi e occultamento di cadavere (i più direttamente nel giardino di casa dove con la scusa dei lavori della sua ditta destava pochi sospetti) e il suo parco vittime si allarga presto ai suoi dipendenti, perlopiù giovani squattrinati in cerca di lavoro che sparivano misteriosamente quando andavano a chiedergli la paga. In totale rapisce, tortura e sevizia TRENTATRE’ GIOVANI, di cui venticinque ritrovati seppelliti o murati direttamente dentro casa sua.

Quando la sua danza di morte viene finalmente fermata (l’ultima vittima aveva detto ai suoi genitori che andava a casa sua per un lavoro prima di sparire e se la polizia ti entra in casa di solito lo nota l’odore di venticinque cadaveri. Certo a meno che non sia la polizia di Milwaukee) il giudice opta per rinchiuderlo per quattordici anni nel braccio della morte -la linea di difesa “Me l’ha fatto fare il clown!” non bastò per l’infermità mentale- dove questo terrificante figlio di puttana inizia a dipingere quadri su quadri di clown che qualche altro terrificante figlio di puttana compra per prezzi che oscillarono tra i 200 e i 20000$


Memorabili le sue ultime parole prima dell’iniezione letale: “Kiss my ass!”

Luca Porrello

Vivo in un bosco. Soffro di insonnia. La combatto scrivendo (e bevendo).E' partito tutto così.Se vi è piaciuto quello che avete letto cercate Personalità Buffe anche su Facebook.

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