Stand by

La luce rossa dello standby era diventata intermittente già da qualche decina di minuti. Nessuno se ne era accorto.
Eppure il buio della stanza era quasi assoluto e quella piccola luce era come un faro.

Qualcuno premette finalmente il pulsante.

“…strato di emergenza da parte del Dipartimento per la Salute Pubblica, se lo state ricevendo siete pregati di rimanere calmi, al coperto, proteggere le vie respiratorie e attendere l’intervento delle Squadre di Disinfestazione predisposte per il vostro distretto.

-la voce virò il tono dal monotono metallico artificiale a quello di una donna, una donna stanca. Molto stanca.-

Buongiorno, o buonasera a seconda del momento della giornata in cui state ricevendo questa trasmissione. Sono la dottoressa Liliana Nardotti e sono qui per permettervi di capire la situazione in cui ci troviamo e condividere con voi tutte le informazioni in mio possesso nella speranza (spero non vana) che qualcuno possa mandare avanti la ricerca, se succedesse qualcosa qui al bunker governativo.

La Zatypota Percontatoria è un tipo di vespa amazzonica che ha il suo habitat distribuito in maniera variegata nelle zone giungloforestali dell’emisfero nord del pianeta. Nel 2018 era assurta agli onori delle cronache per uno studio sul suo metodo di riproduzione, consistente nell’impiantare le uova fecondate direttamente nell’addome dei ragni, andandone a modificare il comportamento (in breve: l’aracnide costruisce una sorta di ragnatela-bozzolo con lo scopo primario di proteggere le larve che schiudono in seguito NEL SUO STESSO CORPO e che lo prosciugano di tutta la sua emolinfa).


I Cordyceps sono un gruppo di circa quattrocento specie diverse di funghi diffusi nelle foreste tropicali, la maggiorparte delle quali utilizza l’endoparassitosi per diffondersi. I miceli si attaccano ai tessuti dell’ospite (solitamente insetti) SOSTITUENDOSI A POCO A POCO AI SUOI ORGANI e infine uccidendo il portatore dopo avergli fatto raggiungere una posizione sopraelevata, per utilizzare il cadavere come nutrimento, arrivare a maturazione e diffondere le spore su grandi distanze.


Per i voi tra i meno affini con le scienze naturali voglio sottolineare che non c’è nulla di nuovo o di strano in questi comportamenti. Milioni di anni di evoluzione specifica hanno portato a questi risultati tramite la selezione naturale e per l’uomo queste specie di due differenti regni non erano assolutamente una minaccia.

Fino alla fine del 2019 almeno.

Era ormai da tempo che vi era una recrudescenza di vecchi rancori mai del tutto sopiti fra due delle più grandi superpotenze mondiali. ‘La Seconda Guerra Fredda’, così alcuni giornali avevano titolato quando sia Trump che Putin avevano deciso di ritirarsi in febbraio dal trattato Reagan-Gorbachev del 1987.

Perdio, non avrei davvero mai pensato di rimpiangere Reagan…

La rincorsa verso l’abisso era iniziata, l’invasione del Venezuela da parte delle forze armate statunitensi a favore di Guaidò (autoproclamatosi leader della nazione e sostenuto dal riconoscimento di quasi l’intero mondo occidentale) accelerò solo le cose e quando dopo settimane di escalation e minacce la Russia decise di lanciare una bomba al cobalto sopra Caracas (in cui erano capitolate le ultime forze a sostegno di Maduro) fu il caos.

Il caos più completo.


La bomba G è ancora oggi la più potente arma atomica mai creata dall’uomo (ormai credo sia la più potente arma che l’uomo creerà mai prima della sua estinzione) e l’ultima sua versione, con un fallout atomico che perdura a piena potenza per oltre cinque anni nella zona di sgancio, fece virare il conflitto mondiale velocemente nelle mani del Cremlino, che potè dettare legge sull’intero pianeta per un lungo periodo, mentre gli USA si arroccavano dietro i loro confini protetti dal ‘progetto Star Wars’, uno scudo laser satellitare con oltre trent’anni di sviluppo sulle spalle.

Nessuno aveva considerato però gli effetti a lungo termine dell’arma.

Il Venezuela, come gran parte del Sudamerica, diventò una terra di nessuno e chi tra la popolazione nativa non morì nel dicembre del ’19 si ritrovò di fronte a malformazioni terribili, mutazioni tremende e un’aspettativa di vita che raggiungeva a malapena il trimestre, per i più fortunati.

Col tempo si iniziarono a diffondere delle storie, sempre più incredibili, sulle ‘cose’ che avvenivano nella zona del fallout.
Palle di fuoco che bruciavano da anni, animali abnormi e assurdi, fenomeni atmosferici incredibili.
I racconti che si diffondevano sulla сеть (la ‘rete’) erano pazzeschi, ma le immagini provenienti dai satelliti indicavano al resto del mondo che era tutto normale, per quanto la devastazione completa potesse essere normale.

Poi il morbo iniziò a diffondersi. Dapprima sulle coste sudamericane, poi agli Stati Uniti.
Uomini che vagavano per le strade, senza scopo, senza tute antiradiazioni, quasi in trance. Per giorni. Settimane.

Poi la maggiorparte di loro saliva sui cofani delle auto, sui tetti delle case, in cima grattacieli. E semplicemente moriva.
A decine inizialmente, centinaia dopo qualche giorno, migliaia a fine mese.

Nessuno sapeva cosa fare.

L’infezione si diffuse a tutto il nordamerica e al Canada, i governi caddero nella confusione più completa e la Casa Bianca arrivò addirittura a mettere sul piatto una resa incodizionata.

A Mosca qualcuno prese una scelta, ancora oggi non è chiaro se fu per dare il colpo di grazia a un eterno rivale o nel tentativo di fermare l’epidemia.
Sganciò altre bombe.
Non servì.
Non servì a nulla.

Solo in seguito, insieme ai pochi scienziati sudamericani sopravvissuti nei bunker sotterranei e che utilizzavano dei droni per muoversi in superficie comprendemmo l’atroce verità.

Il fallout di Caracas aveva portato a mutazioni incredibili nel corso degli anni.
Una delle quali fu di creare una Zatyopa Cordyceps Huma. Una vespa parassita che sembrava non risentire affatto dall’ambiente radioattivo e che veniva al mondo già parassitata da una specie di Cordyceps in grado di sfruttare la specie che fino a quel momento si credeva all’apice dell’evoluzione, l’uomo.

Si tentò di tutto, dalle campagne di sterilizzazione genica al rilascio delle ‘серп и молот’ (le ‘Falci e i Martelli’), gli ultimi ritrovati nanotecnologici. Fu tutto inutile.
L’unica cosa che sembrava funzionare per limitare la diffusione delle Zatyopa era il freddo.

Il freddo.

Una cosa difficile da mantenere su un pianeta con un fallout termonucleare costante.

È per questo che siamo a un vicolo cieco.

Conosciamo le cause di tutto quello che stiamo vivendo, sappiamo ciò che probabilmente porterà all’estinzione l’intera razza umana, ma non abbiamo nessuna cazzo di soluzione praticabile.
E forse è un bene.

Forse è un bene che tocchi ai funghi prendere il possesso del pianeta.

Ma forse mi sbaglio, forse là fuori, in uno degli asettici bunker in cui si stanno nascondendo gli ultimi esponenti della mia sciagurata razza, forse qualcuno sentirà questo messaggio e troverà una soluzione.

Io sono stanca.
Molto stanca.
Troppo.”

Il messaggio terminò e la luce dello standby tornò a lampeggiare nell’oscurità.

Qualcuno si mosse per la stanza trascinando un passo pesante per almeno un’altra decina di minuti prima di premere di nuovo il pulsante play.

Il messaggio ripartì.

“…strato di emergenza da parte del Dipartimento per la Salute Pubblica, se lo state ricevendo siete pregati di rimanere calmi, al coperto, proteggere le vie respiratorie e…”

RINGRAZIAMENTI:

– Gli anni passati a studiare (senza risultati) Scienze e Tecnologie per l’Ambiente.

Barbascura X, i cui video mi han fatto tornare in mente le vespe e funghi che zombificano altri animali per riprodursi.

Deadrising per le api come veicolo di diffusione di zombie e The Last of Us per i funghi ANCHE SE HO I TESTIMONI CHE ANNI PRIMA LO AVEVO PENSATO IO PER UNA CAMPAGNA DI PARANOIA, UNO DEI PIÙ BEI GDR DA TAVOLO CHE ABBIA MAI PROVATO.


MA NON DEVI RINGRAZIARMI EH NAUGHTY DOG!

– Chi mi offre da bere al bar.

Luca Porrello

Vivo in un bosco. Soffro di insonnia. La combatto scrivendo (e bevendo).E' partito tutto così.Se vi è piaciuto quello che avete letto cercate Personalità Buffe anche su Facebook.

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