Jasper Maskelyne

La seconda guerra mondiale è a tutti gli effetti uno dei conflitti maggiormente documentati di tutta la storia della razza umana. Lo sviluppo delle tecniche di ripresa fotocinematografica, le testimonianze dei sopravvissuti, l’immane dispendio di risorse e vite umane, il mostruoso balzo in avanti tecnologico, la relativa vicinanza temporale, sono tutti elementi che hanno aiutato importanti studiosi e semplici curiosi -come il sottoscritto- nell’esaminare e approfondire le varie fasi degli scontri.
Credete di conoscere praticamente tutto a riguardo e che nulla possa più sorprendervi?
Dopo la storia di oggi forse riconsiderete le cose…

Il Secret Intelligence Service, meglio conosciuto come MI6, è l’agenzia di spionaggio estero della Gran Bretagna fin dal 1909, anno della sua fondazione.Il SIS è senza dubbio uno dei gruppi di questo tipo più potenti al mondo, di sicuro uno dei più rinomati e di certo quello con più stile.

Il modestissimo quartier generale, completato nel 1994.

Non è un caso se nell’immaginario collettivo la prima immagine che viene in mente parlando di agenti segreti è Sean Connery in abito da sera che salva il mondo con una mano mentre con l’altra regge un Vesper Martini agitato e non shakerato. James Bond é stato creato da Ian Fleming mischiando pezzetti di diversi commandos realmente conosciuti dallo scrittore quando serviva per la Naval Intelligence Division britannica e gran parte di questi assaltatori erano me mbri attivi dell’MI9, la costola più action dell’MI6, attiva fra 1939 e il 1945.

Finzione.

 

Realtà.

Non tutte le spie indossano uno smoking -Mata Hari, di cui arriverò a scrivere, ad esempio dava il suo meglio quando non indossava NULLA- ma alcuni lo fanno, come il nostro protagonista di oggi.

Jasper è un cosidetto ‘figlio d’arte’.
Il nonno, John Nevil, era un famoso ‘mago da palcoscenico’, un illusionista affermato, un rinomato inventore (con all’attivo l’ideazione del primo CESSO A PAGAMENTO dell’umanità) e un discreto scrittore, dato che il suo libro ‘Sharps and Flats: a complete revelation of the secrets of cheating at games of chance and skill’ è conosciuto ancora oggi come una lettura obbligata per ogni novello baro che si rispetti.

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Nel 1914, a tre anni dalla sua morte, fonda ‘Il Comitato Occulto’ -un ottimo nome per una congregazione di supernemici del Dr. Strange-, che altro non è se non “un consesso di gentiluomini con l’obiettivo comune di investigare sulle cosidette ‘forze soprannaturali’ per poter così smascherare eventuali frodi”.
Settantacinque anni prima della fondazione del CICAP qui in Italia, per dire.

‘Nonno Jhon’ ha realizzato parecchie magie durante la sua lunga vita, una delle più riuscite è stata il contribuire alla nascita del suo primogenito Nevil -c’era poca fantasia con i nomi in quegli anni-. Anche lui come il padre si dedica al palcoscenico e alla scrittura di una sequela di libri che trattano di magia e illusionismo ma il suo campo principale sono le invenzioni e la meccanica.
Prima di rilevare il controllo della Maskelyne Ltd. (l’azienda di famiglia che si occupava, fra gli altri, di marchingegni fantasmagorici quali: ‘l’ascensore’) si afferma come manager della Anglo-American Telegraph Company che in quel periodo cercava qualcuno da contrapporre a quel pidocchioso italiano di Guglielmo Marconi e alla sua invenzione senza futuro: la radio.
Nel 1903 diventa a tutti gli effetti il primo hacker della storia dell’umanità, riuscendo ad infilarsi nelle frequenze utilizzate dallo scienziato italiano durante una delle dimostrazioni sulla “innegabile sicurezza delle comunicazioni private radiofoniche” e trasmettendo un suo comunicato, il corrispettivo tecnico di un grosso pernacchione.

Marconi mentre riceve un curioso messaggio: “Marcò sai chi ti saluta un casino?”

‘Papà Nevil’ lascia questo mondo nel 1924 trasferendo il controllo dei fondi e dell’azienda di famiglia al suo figlio prediletto, Jasper.

Estate del 1940: Rodolfo Graziani -arriverò anche alla sua storia, tranquilli- si mette sull’attenti e obbedendo agli ordini di Mussolini succede a Italo Balbo (ABBATTUTO PER ERRORE DALLA SUA STESSA CONTRAEREA) al ruolo governatore della Libia, conquistata a suon di bombe all’iprite, campi di concentramento e massacri civili nel 1934 così come avvenne per l’Eritrea.

Graziani, con la sua tipica faccia amichevole.

 

Balbo, che guarda preoccupato la contraerea italiana.

Il piano del Duce è semplice: col passare degli anni ha inviato nella nuova colonia quattordici divisioni per un totale di 236.000 uomini, 1.427 cannoni, 8.039 automezzi, 339 carri armati leggeri(ssimi) CV33 e 250 aerei di nuovissima generazione. Graziani dovrà varcare i confini con l’Egitto e conquistare tutta la regione (difesa da appena 36.000 soldati nemici) prendendo così il controllo del fondamentale canale di Suez.

I carri armati veloci CV33 vengono soprannominati amichevolmente dalle truppe ‘CASSE DA MORTO’ o ‘BARE D’ACCIAIO’ per motivazioni abbastanza semplici da capire.

Rodolfo, assurto agli onori delle cronache con il soprannome di ‘Macellaio del Fezzan’, comprende subito che quanto comunicato da Balbo nei mesi precedenti alla sua morte era pura verità: pur con uno svantaggio numerico enorme gli inglesi capitanati dal generale Archibald Wavell sono meglio addestrati, meglio equipaggiati e, cosa più importante, forniti di mezzi corazzati (i micidiali tank Matilda e Cruiser) veloci, adatti alla guerra nel deserto e tecnologicamente anni luce dai ridicoli carri armati a manovella della FIAT.

Wavell.

 

Un Matilda.

 

Un Cruiser.

Temendo -giustamente- una gigantesca figura di merda, Graziani prende tempo rafforzando i presidi difensivi in Libia e affannandosi per colmare le evidenti lacune italiche ma dopo mesi di tira e molla Mussolini (che non è passato alla storia come un tipetto paziente, specie in quel momento degli scontri dove la Germania si sta mangiando tutta l’Europa in un boccone e lui rischia di rimanere con nient’altro che un pugno di mosche) il 19 agosto invia un laconico comunicato: “O attacchi o ti dimetti e ti attacco io, ma per il collo!”.
Il macellaio del Fezzan sa che non conviene contraddire il Duce se si vuole continuare a vivere.

Il 13 settembre le italiche armate invadono l’Egitto…e vengono fatte come previsto a pezzi in brevissimo tempo.

“Epporcoggiuda però!”

Hitler e lo stato maggiore della Wermacht sono da subito molto dubbiosi sulle reali possibilità di vittoria dello scalchignato esercito italiano e si offrono di inviare uomini ma soprattutto mezzi in supporto. Un Benito sempre più impettito però li rifiuta sdegnamente, focalizzato unicamente nell’ottenere una qualsiasi moneta di scambio all’interno del trionfo tedesco che sembra andarsi a profilare in tempi brevissimi.

Dopo soli tre giorni di avanzata le regie truppe sabaude si attestano a Sidi el Barrani, consolidando metodicamente le posizioni ottenute e le fondamentali vie di rifornimento, ma regalando così alle truppe anglo-indiane interi mesi di tempo per organizzare ‘l’operazione Compass’, una controffensiva micidiale che porta a far prigionieri soldati italiani a gruppi di 30.000 per volta.

“Poteva andare meglio regà!”

Dopo questo immane calcio in culo, agli inizi del 1941 Hitler viene contattato in tutta fretta: “Ueì Fhürerhino! Sai quelle truppe che volevi mandarmi? Dai che le accetto, ma solo perchè hai insistito un sacco eh! Però fai presto. Baciotti.”
Baffetto Buffetto a quel punto deve aver pensato: “Aber mit all den Diktatoren der rechten Welt mit diesem Idioten musste ich mich verbünden?” (“Ma con tutti i dittatori del mondo proprio con questo idiota dovevo allearmi?”) e in un impeto di fraternità fra despoti (più realisticamente perchè stava correndo il rischio di perdere il controllo di tutto il nordafrica) decide di riorganizzare il suo esercito inviando in Libia i Deutsches Afrikakorps, un reparto meccanizzato scelto, pesantemente corazzato e sotto il diretto comando di Edwin Rommel, uno dei generali più importanti di tutto il Reich, con il compito di dare una mano alle forze italiane che in pochi mesi erano state ridotte di quasi la metà.

“Io per andare vado, però porcoggiuda eh!”

La ‘Volpe del deserto’ riporta un sacco di brio nel conflitto in nordafrica, riorganizza le forze dell’Asse e si accorge ben presto di quale sia il problema principale delle forze italiane: “Hanno buoni soldati ma cattivi ufficiali.”

Churchill nel frattempo sta tenendo insieme le scarse speranze di chi non passa i tre quarti della sua giornata a fare buffi saluti col braccio teso.
Dopo il disastro di Dunkirk nel maggio del ’40 -consigliatissimo l’omonimo film del 2017 se non lo avete ancora visto- è riuscito per un pelo ad evitare una disfatta totale trincerandosi in Gran Bretagna e richiamando a sè tutte le forze possibili dai quattro angoli dell’Impero di cui è a capo in difesa dell’ultima roccaforte della democrazia in Europa, scongiurando a fatica un’invasione dai prevedibili esiti nefasti, ma subendo nel frattempo continui bombardamenti tedeschi.

Churchill, con una invidiabile cazzimma.

L’entrata in guerra degli USA è ancora lontana e mancano mesi all’apertura del fronte orientale con la Russia, tutte le attenzioni di Hitler sono per il popolo del tè alle cinque.

Servono (e abbastanza in fretta) delle buone idee.

Sir Winston Leonard Spencer-Churchill era -a dispetto dell’immaginario comune che lo vede come un vecchietto pingue con difficoltà di deambulazione e fin troppo amante di sigari e brandy- un fine stratega, un uomo d’azione, una persona con la mente aperta alle innovazioni tecnologiche e soprattutto uno dei primi a comprendere il valore del ruolo dell’intelligence all’interno della guerra.
Le giuste informazioni sono in grado di far vincere battaglie altrimenti ritenute impossibili (come ad esempio avviene con la strenua resistenza di una RAF in minoranza numerica contro la Luftwaffe comandata da Göring, riuscita principalmente grazie allo sviluppo dei primi radar) ma d’altro canto informazioni errate ed usate male riescono a far perdere migliaia di vite in un attimo e a distruggere il morale di tutto l’esercito.
Un esempio per tutti fu la campagna di Gallipoli durante la Prima Guerra Mondiale, voluta ardentemente da Curchill stesso e che costò alla Triplice Intesa più di 250.000 uomini, il tutto a causa di una stima errata delle difese costiere ottomane.

I soldati australiani decimati nella battaglia ancora oggi non è che ne siano felici.

Il primo ministro inglese utilizza da lì in avanti in maniera sopraffina le informazioni raccolte da centinaia di spie sparse in tutto il mondo, fa decodificare migliaia di dispacci tedeschi e comincia a pensare a dei metodi per spargere false informazioni al nemico per poterle usare come arma.

È qui che entra in gioco il nostro protagonista di oggi.

Jasper si è arruolato allo scoppio del conflitto ma è ben conscio di non avere nè l’età (trentotto anni) nè le doti giuste per scendere direttamente in combattimento.
Possiede però una skill molto più rara: tre generazioni di trucchi di magia, arti d’illusionismo e capacità tecniche per progettarli e realizzarli.
Una cosa inutile in guerra?
Anche l’ufficio di reclutamento per l’accademia ufficiali degli addetti alla mimetizzazione militare la pensava così.
Poi Maskelyne costruisce una corazzata tedesca di cartapesta e le fa risalire il Tamigi scatenando il panico fra la popolazione -e sospetto anche rischiando una notevole sequela di manganellate da parte della polizia militare-, ma riesce a far capire ai suoi superiori quanto potessero diventare utili le sue illusioni per confondere i nemici.

Torniamo in Egitto, 1941: gli inglesi dopo l’arrivo di Rommel sono decisamente preoccupati.
Un conto è scontrarsi con una massa, seppur numericamente imponente, di italiani appiedati e scarsamente equipaggiati, un altro è avere a che fare con tre divisioni di panzer tedeschi (e una di italiche carrette leggere, va detto).Frenato lo slancio iniziale i britannici si ritrovano sostanzialmente accerchiati, con il solo porto di Alessandria a garantire i rifornimenti necessari per non soccombere.
Tedeschi e italiani lo hanno capito, quindi fanno alzare in volo ogni notte tutti gli aerei di cui dispongono per bombardare a tappeto la città.

Uno dei Tiger di Rommel, perchè le dimensioni a volte contano.

In questa splendida situazione il nostro Jasper approda in Egitto a capo della cosidetta ‘Magic gang’ o ‘Banda dei Miracoli’, un plotone dell’esercito inglese composto da musicisti, pittori, artisti e tecnici…del tutto inutili con un fucile in mano.

Ma non è un fucile ciò di cui hanno bisogno.

Sotto richiesta diretta di Churchill e dell’MI6 la ‘magic gang’ realizza uno dei trucchi di magia più difficili della storia: FAR SCOMPARIRE UN’INTERA CITTÁ.

Tenendo a mente che l’aviazione dell’Asse si alza in volo solo la notte (per rendere la vita difficile alla contraerea) Jasper dà l’ordine di spegnere tutte le luci della città e (cosa nettamente più complessa) ricrea in un paio di settimane lo stesso sistema di illuminazione in una baia a dieci chilometri di distanza, costruendo un finto porto di cartapesta ma dotandolo di difese antiaeree vere.
Se considerate anche l’utilizzo di potenti riflettori per abbagliare i bombardieri nemici è semplice capire perchè l’aviazione italo-tedesca BOMBARDA PER NOVE GIORNI UN PORTO FINTO, PERDENDO PERÒ NELLA MANOVRA AEREI VERI.

Dopo Alessandria la ‘banda dei miracoli’ é lanciatissima. Un’altra occasione di cazzabubbolare i nazisti arriva nel 1942 durante la famosa battaglia di El Alamein.
Jasper e i suoi costruiscono in pochi mesi un’intera divisione corazzata posticcia con delle sagome di cartone posizionate su vecchie jeep, cingoli finti, trasmissioni radio create appositamente e perfino registrazioni del rumore dei motori dei carri armati e facendola muovere di giorno (in bella vista dei ricognitori tedeschi) verso la zona sud dello schieramento di Rommel.
Contemporaneamente con lo stesso metodo (ma al contrario) camuffa una divisione di tank da convoglio di innocui automezzi e li sposta verso nord.
Il risultato è che i panzer si schierano dalla parte sbagliata per fronteggiare l’attacco inglese e in una battaglia fra carri armati il posizionamento è tutto.


Rommel viene preso a calci in culo e costretto ad una lunga ed estenuante ritirata, Churchill commenterà: “Ora, questa non è la fine, non è nemmeno l’inizio della fine. Ma è forse la fine dell’inizio”.

Nel ’44 la magic gang ha una nuova missione: distrarre i tedeschi dalla Normandia.
Jasper coadiuvato dal grosso delle forze Alleate mette in piedi l’operazione Fortitude, un capolavoro di depistaggio realizzato con un insieme di carri armati gonfiabili, impalcature di legno, un’impressionante mole di traffico radio fittizio ed accuratissimo (fra cui continui riferimenti a Patton, temutissimo dai nazisti), false informazioni recapitate a spie tedesche già scoperte ma tenute in serbo per l’occasione, il tutto per alleggerire all’incirca di 400.000 soldati nemici la Normandia ricollocati dai vertici del Reich sulle coste della Norvegia e a Calais.



Una volta finita la guerra il nostro protagonista, ormai dimenticato da tutti quelli che lo acclamavano come un grande mago, decide di tornare in Africa, stabilendosi a Nairobi e apre una scuola guida.
Nel 1973, ormai caduto in disgrazia, trova la morte inseguito dall’alcolismo, un demone che nonostante tutti i suoi trucchi e le sue illusioni non è mai riuscito ad ingannare.

Se le cose stanno così Jasper Maskelyne ha certamente contribuito alla vittoria alleata, perchè cazzo non è stato e non è celebrato come un eroe?

Per amor di verità va detto che gli studi recenti dello storico Richard Stokes ridimensionano molto il ruolo del nostro protagonista di oggi, indicando come non ci sia su nessun documento ufficiale che tenga traccia della cosidetta ‘banda dei miracoli’ ed anzi come il ruolo di Jasper fosse essenzialmente quello di ‘intrattenitore delle truppe in nord Africa’, il che spiegherebbe come mai nonostante gli vengano ascritte le azioni eroiche di cui sopra, non sia mai stato premiato con nessuna onorificenza.

Per quanto la posizione di Stokes -che è uno storico, quindi ne sa decisamente più del sottoscritto- sia più che legittima, a me piace pensare che in quanto membro dell’MI6 le onorificenze non fossero contemplate.

In ogni caso i file che lo riguardano verranno desecretati dal governo inglese in un arco di tempo che andrà dal 2021 al 2046, a sto punto si tratta solo di aspettare un altro po’ e sopravvivere per conoscere la verità…

 

Luca Porrello

Vivo in un bosco. Soffro di insonnia. La combatto scrivendo (e bevendo).E' partito tutto così.Se vi è piaciuto quello che avete letto cercate Personalità Buffe anche su Facebook.

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